Ci sono anch’io!

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Diciamolo subito, così ce lo togliamo: sì, è il classico primo post di un blog appena nato, quello che di solito recita “Hello World” e non dice niente. Provo a fare un’eccezione, o almeno un tentativo.

Questo spazio si chiama “Tra una call e l’altra”, e il nome non è un vezzo: è più o meno dove nascono davvero questi pensieri, negli interstizi, nei cinque minuti tra una riunione che finisce e una che comincia, quando la testa per un attimo non deve rispondere a nessuno tranne che a se stessa. Il resto della giornata appartiene ai clienti, ai numeri, alle scadenze. Questi ritagli, no. Questi li tengo per me, e alcuni li condivido.

Non troverete qui consigli di produttività, né la formula per bilanciare vita e lavoro (chi la trova, mi scriva, che la uso subito). Troverete piuttosto quello che rimane quando si toglie il superfluo: una riflessione sul compiere gli anni, magari un pezzo su un padre nell’ultima carrozza del treno, una storia di Carnevale con un mantello da Zorro foderato a fiori. Frammenti, per lo più. Presi sul serio solo quanto basta.

La regola, se proprio ne serve una, è: quel che c’è, c’è.
Vale per il menu, vale per i post, vale anche per la vita.

Non prometto un articolo a settimana, non prometto ganci per restare incollati allo schermo. Prometto solo che quando scriverò, lo farò con qualcosa da dire, non per riempire uno spazio vuoto.

Detto questo, benvenuti. O bentornati, se già mi conoscevate da altre parti.

Il caffè è pronto. La call successiva, può aspettare.

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